AUTOBIANCHI
COUPE'
Le ricerche per introdurre nuovi dispositivi e soluzioni tecniche
vengono condotte parallelamente da Pio Manzù sul versante
delle automobili sportive. Su questo tema Pio Manzù elabora
due proposte che vengono entrambe sviluppate sino alla costruzione
di modelli completi ma privi delle parti meccaniche. In occasione
del Salone dell’Automobile di Torino del 1968 viene presentato
al pubblico nello stand Autobianchi lo studio per una vettura
con carrozzeria a due porte e motore montato in posizione centrale.
Si tratta dell’Autobianchi Coupè con carrozzeria
in poliestere che si differenzia dall’altro studio, siglato
Autobianchi 111, per alcuni dettagli nel disegno della carrozzeria,
scomposta in entrambi i casi in quattro diverse sezioni: la prima
che comprende il radiatore, i fari e la batteria, la seconda costituita
dal vano bagagli anteriore, la terza riservata all’abitacolo
e la quarta e ultima sezione che accoglie il motore, i principali
organi meccanici e il serbatoio. Sia la 111 sia la Coupè
rilanciano l’idea dell’automobile sportiva realizzabile
a basso costo, appetibile per il design esterno e la razionale
e al tempo stesso avveniristica impostazione degli interni.